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    EMDR: elaborare ciò che continua a influenzare il presente

    Dott.ssa Elena Olivo · · EMDR

    Quando un'esperienza non viene elaborata del tutto

    Per comprendere il funzionamento dell'EMDR è utile conoscere il modello di Elaborazione Adattiva dell'Informazione (AIP, Adaptive Information Processing).

    Secondo questo modello, il nostro sistema nervoso dispone di un naturale processo di elaborazione delle esperienze. In condizioni favorevoli, ciò che viviamo viene progressivamente integrato nella memoria insieme alle informazioni che ci permettono di comprenderlo. Un'esperienza difficile può così diventare un ricordo del passato, accompagnato da un apprendimento:

    • «È stato difficile, ma è finito.»
    • «Oggi sono al sicuro.»
    • «Ho imparato qualcosa.»
    • «Ora posso affrontare situazioni simili in modo diverso.»

    In alcune circostanze, soprattutto quando l'esperienza è particolarmente intensa, ripetuta o avviene in una fase di particolare vulnerabilità, questo processo può non completarsi. Alcune informazioni possono rimanere fortemente legate alle emozioni, alle sensazioni corporee e alle convinzioni presenti nel momento dell'evento. È come se una parte dell'esperienza fosse rimasta collegata al presente.

    Per questo possiamo sapere razionalmente di essere al sicuro e, allo stesso tempo, sentire paura. Possiamo sapere di essere capaci e continuare a sentirci inadeguati.

    Quando il passato viene riattivato dal presente

    Una situazione attuale può diventare un trigger, cioè uno stimolo capace di riattivare una rete di esperienze precedenti: una parola, uno sguardo, un tono di voce, una critica, un allontanamento, una situazione relazionale.

    Quando viviamo una situazione di forte stress, il nostro organismo attiva risposte fisiologiche che ci preparano ad affrontare ciò che percepiamo come una minaccia. È una risposta utile e naturale, che diventa un problema quando il sistema di allerta rimane attivo anche se, nel presente, non c'è un pericolo concreto. Il processo può essere molto rapido:

    1. Accade qualcosa nel presente. Una persona non risponde a un messaggio, il partner esce con gli amici, riceviamo una critica o commettiamo un errore.
    2. Si attiva una memoria associata. Quella situazione può richiamare, anche senza che ce ne rendiamo conto, esperienze precedenti.
    3. Il corpo reagisce. Aumentano ansia, tensione, paura o agitazione.
    4. La mente cerca una spiegazione. Possono comparire pensieri come «Mi lascerà», «Non sono abbastanza», «Ho sbagliato», «Devo fare qualcosa».

    La reazione può quindi essere molto più intensa di ciò che sta accadendo davvero. In questi casi è importante chiedersi: che cosa sta attivando questa risposta? Da dove arriva? E riprendere contatto con il qui e ora, con esercizi di mindfulness o con un dialogo più compassionevole con sé stessi.

    Che cos'è l'EMDR

    L'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un approccio psicoterapeutico utilizzato per favorire l'elaborazione di esperienze traumatiche e disturbanti.

    Durante una seduta, il terapeuta accompagna la persona a mantenere l'attenzione su alcuni aspetti dell'esperienza mentre utilizza una stimolazione bilaterale alternata, che può essere visiva, tattile o uditiva. La stimolazione bilaterale favorisce il collegamento tra informazioni e reti di memoria diverse. Il terapeuta guida la struttura del processo, mentre la persona rimane l'esperta della propria esperienza.

    L'obiettivo non è cancellare il ricordo: il ricordo rimane parte della propria storia, ma può perdere progressivamente quella carica emotiva e corporea che lo rende ancora così presente. Possiamo passare, ad esempio, da «Sta succedendo ancora» a «È successo, e ora è finito». Oppure da «Non sono capace» a «Allora ero in difficoltà. Oggi ho risorse diverse».

    Passato, presente e futuro

    Un percorso EMDR può prendere in considerazione tre dimensioni temporali:

    • il passato: le esperienze che possono aver contribuito alla difficoltà attuale e che continuano a essere fonte di attivazione;
    • il presente: le situazioni che oggi riattivano ansia, paura o stress, e le risposte che ne derivano;
    • il futuro: quando il lavoro precedente lo permette, si può costruire un modello futuro, immaginandosi mentre si affronta una situazione oggi temuta, utilizzando le nuove risorse sviluppate.

    In questo modo il percorso non riguarda soltanto ciò che è accaduto, ma anche la possibilità di vivere il presente e affrontare il futuro con maggiore consapevolezza e libertà.

    Non cancellare la propria storia, ma integrarla

    L'EMDR non mira a cancellare ciò che abbiamo vissuto: la nostra storia rimane parte di noi. L'obiettivo è favorire l'elaborazione delle esperienze che continuano a produrre una risposta disturbante nel presente, perché possano essere integrate come ricordi del passato e fonti di apprendimento, invece di continuare a determinare automaticamente le nostre reazioni.

    Allo stesso tempo, con l'Analisi Transazionale possiamo comprendere meglio la nostra storia e i nostri schemi relazionali, e con la mindfulness sviluppare una maggiore capacità di rimanere presenti e di osservare ciò che accade dentro di noi. Tre prospettive diverse, che possono integrarsi in un unico percorso.

    Se ti riconosci in quello che hai letto e vuoi capire se un percorso può esserti utile, puoi contattarmi per un primo colloquio.