Schemi relazionali: il Triangolo Drammatico di Karpman
Dott.ssa Elena Olivo · · Relazioni
A volte ci sembra di rivivere una scena già conosciuta, una situazione già affrontata:
- «Mi sento esclusa dal gruppo.»
- «Quando parlo io, nessuno mi ascolta.»
- «La prof mi ha preso di mira.»
Possono cambiare le persone o gli anni, ma ci ritroviamo di fronte allo stesso problema. Questo è uno schema: si ripropone proprio perché non siamo ancora riusciti a riconoscere che cosa ci succede, o quale tranello ci fa ricadere negli stessi atteggiamenti, vissuti e reazioni.
Insieme possiamo provare a riconoscere i tuoi schemi più ricorrenti e capire come uscirne, per non rivivere la frustrazione o le emozioni negative che provi in alcune situazioni.
Il Triangolo Drammatico
Uno degli strumenti che possiamo utilizzare per analizzare gli schemi relazionali è il Triangolo Drammatico di Karpman. È semplice e intuitivo, e proprio per questo molto utile.
Prendiamo come esempio la convinzione «La professoressa ce l'ha con me». In questo schema relazionale:
- la Vittima è lo studente, che si percepisce impotente, oppresso e privo di risorse per gestire la situazione;
- il Persecutore è l'insegnante, vista come una figura autoritaria, ingiusta e ostile che attacca deliberatamente lo studente;
- il Salvatore è chi ascolta lo studente. La frase «ce l'ha con me» funziona spesso come una richiesta implicita di aiuto rivolta a un terzo (un genitore, un compagno di classe o un altro docente), perché prenda le sue difese.
Triangolazione e cambio di ruolo
Una volta riconosciuti i ruoli, va aggiunto un tassello: la triangolazione. Se, di fronte allo studente che dice «ce l'ha con me», un genitore interviene attaccando l'insegnante per proteggere il figlio, il genitore diventa il Salvatore dello studente e, allo stesso tempo, il nuovo Persecutore della docente. Il problema si sposta, ma non si risolve.
Può anche capitare che il genitore non prenda le parti del figlio, ma si schieri con l'insegnante o gli chieda di assumersi le proprie responsabilità. Se il Salvatore («vorrei che mia mamma mi capisse e mi sostenesse») non soddisfa le aspettative, la Vittima può sentirsi ancora più frustrata e trasformarsi a sua volta in Persecutore, litigando con la mamma perché non è comprensiva e non lo aiuta. Questo è un cambio di ruolo.
Che cosa osservare
È importante osservare se lo studente:
- evita la responsabilità, spostando l'attenzione all'esterno invece di valutare il proprio contributo (per esempio lo studio, l'attenzione o il comportamento in classe);
- attribuisce la colpa ad altri, giustificando la propria sofferenza o il proprio insuccesso con un responsabile esterno;
- svaluta le proprie capacità, riducendo la percezione della propria forza e autonomia nell'affrontare la difficoltà.
È solo un esempio, ma si tratta di una dinamica molto frequente in ambito scolastico, che spesso finisce per incrinare i rapporti tra studenti, insegnanti e famiglie. In alcune fasi della vita è comprensibile non volersi assumere del tutto le proprie responsabilità, come forse stava facendo lo studente dell'esempio. Proprio per questo alcuni schemi si strutturano in giovane età e, se non vengono riconosciuti, tendono a ripetersi in altri contesti e in altri momenti della vita.
Prova tu
Se vuoi, immagina una situazione che ti disturba, quella che ti fa sentire come non vorresti. Prenditi un po' di tempo e rispondi a queste domande:
- Qual è la situazione che mi capita spesso e che finisce quasi sempre nello stesso modo?
- Quale ruolo tendo ad assumere più facilmente?
- Che cosa ottengo da questa dinamica?
Come uscire dal triangolo
Per interrompere il circolo vizioso è necessario attivare lo stato dell'Io Adulto:
- assumersi la responsabilità: riconoscere il proprio ruolo nella relazione e le risorse personali a disposizione per gestire la situazione;
- comunicare in modo assertivo: esprimere i propri bisogni e le proprie difficoltà in modo diretto, chiaro e rispettoso, senza ricorrere ad accuse o vittimismi.
Sei un genitore o un insegnante e vorresti capire come rispondere a una frase come «ce l'ha con me» senza entrare nel triangolo? Oppure ti sei riconosciuto in questo schema? Puoi contattarmi per un primo colloquio.